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 Interview
 
13/07/2010 - Review by "Alessandra Leoni" - From "spaziorock.it" - Cristian on Spazio Rock


Con un nuovo cantante e un nuovo album, l'ottimo "Phlegethon", gli italiani Kingcrow si raccontano su SpazioRock! Buona lettura!

Articolo a cura di Alessandra Leoni

Pubblicata in data: 13/07/10


Ciao ragazzi, benvenuti su SpazioRock. Grazie per l'intervista, è un piacere!


Ciao Alessandra, il piacere è nostro.


Vorreste presentarvi ai nostri lettori e raccontare brevemente la vostra storia?


La nostra band si è formata nel 1996, grazie ai fratelli Diego e Manuel ‘Thundra' Cafolla. Il primo demo risale al 1998 e da allora abbiamo prodotti quattro album e tre demo. Nel corso degli anni, siamo passati dal metal classico fino ad elaborare un nostro proprio stile, in particolare negli ultimi due album, "Timetropia" e "Phlegethon", che possono essere classificati come progressive. Dal punto di vista dell'attività live abbiamo partecipato a numerosi festival tra cui l'Evolution ed il Gods Of Metal nel 2008, suonando accanto a band come Iron Maiden, Judas Priest, Fates Warning, Virgin Steele, Cynic e via dicendo.


Devo dire che "Phlegethon" mi è piaciuto tantissimo, veramente un album di rara ricchezza e profondità. Complimenti!


Grazie mille, dopo tutto il lavoro fatto è sempre confortante ricevere questo tipo di apprezzamenti, ci danno veramente una spinta preziosa per dare sempre il massimo.

A questo proposito, stavo riflettendo sul fatto che tra il 2009 e il 2010 ho assistito ad una bella carrellata di lavori progressive da parte di band italiane, grandi e piccole: DGM, Sinestesia, Twinspirits, Killing Touch e chi ne ha più ne metta. Sembra che il prog rock/metal italiano sia più vivo che mai, o sbaglio?


Assolutamente, aggiungerei a questa lista anche i Moongarden. Dal punto di vista della produzione musicale prog il nostro Paese si sta comportando benissimo, speriamo che questo funzioni da incentivo a tutto il settore e faccia da traino alla crescita del movimento. È chiaro che ciò potrà avvenire solo con il sostegno degli organizzatori e dei mass media. Speriamo davvero ci sia una spinta decisiva che faccia conoscere questo genere ad un pubblico più vasto, magari come avvenne negli anni 70.


Come dicevo prima, uno dei vostri punti forti in quest'album è proprio la ricchezza nelle vostre melodie, accompagnata dalla varietà. Come siete riusciti ad amalgamare il tutto in modo così equilibrato?


Penso dipenda da due aspetti fondamentali: il lavoro e la scelta direalizzare un concept. Nel 2006 sostanzialmente non eravamo in grado di comporre un album come "Phlegethon"; era necessaria una nostra maturazione, che doveva passare attraverso lo studio, l'ascolto e anche l'esperienza sia quella in fase di produzione che quella derivante da importanti esperienze live che ci facesse acquisire maggior sicurezza e consapevolezza nei nostri mezzi. La scelta del concept, se da una parte richiede maggior impegno, dall'altro sicuramente consente di avere un lavoro coerente e amalgamato, ad esempio per quanto le scelte melodie possano variare molto pur lasciando sempre la sensazione all'ascolto che il tutto sia coerente. Infatti alcune canzoni prodotte durante il song writing sono state scartate perché non giudicate in linea con l'idea che sta nel concept.

A mio avviso, la bellezza del progressive è proprio la possibilità di poter comporre più liberamente rispetto ad altri generi più chiusi (senz'altro affascinanti anche loro), consentendo talvolta un po' meno prevedibilità. Qual è secondo voi l'aspetto più bello di questo genere?


Si questo è sicuramente uno degli elementi più affascinanti: puoi passare da parti estremamente heavy, a ballate acustiche e persino stacchi funky, purché abbiano una loro funzione all'interno del brano. L'altro aspetto che più ci sprona è il fatto che è un genere sempre in cambiamento e fatto da musicisti di livello assoluto che riescono a sfruttare le loro qualità e le loro conoscenze sempre al cento per cento. Per cui il confronto con questi gruppi ti obbliga necessariamente a migliorare costantemente ogni giorno e a porti sempre nuove sfide. Diciamo che il progressive dovrebbe essere sinonimo di libertà compositiva e di arrangiamento.


Un'altra caratteristica direi quasi portante del genere, e che caratterizza anche "Phlegethon", è il concept album. Mi raccontereste brevemente la storia che si cela dietro i brani?


L'idea portante è quella di esplorare come gli eventi esterni influiscano sulla formazione e la crescita della personalità di una persona. Narrando le vicende di un ragazzo che per vicende estreme è costretto a prendersi cura di sua sorella, della sua maturazione come esser umano e incentrando l'attenzione sulla sfera affettiva. Il punto di vista scelto è molto introspettivo, per fare in modo che l'ascoltatore attraversi un po' le vicende del protagonista. Preferisco non entrare ulteriormente nel dettaglio per non togliere il gusto del primo ascolto.


Il cambio di cantante ha sicuramente giovato al gruppo: l'unico punto debole dei "vecchi" Kingcrow a mio parere era proprio il cantante. Come mai vi siete separati?


Il vecchio cantante non era più in grado per motivi personali di poter portare avanti tutta la mole di lavoro richiesta per "Phlegethon", per cui all'inizio delle registrazioni preso atto della situazione, di comune accordo, abbiamo deciso di porre fine alla collaborazione e cercare una nuova strada.

Le atmosfere drammatiche e teatrali sono esaltate veramente alla perfezione dal vostro nuovo cantante, Diego Marchesi. Come l'avete conosciuto?


Diego Marchesi ci fu segnalato da Stefano Tissi, nostro cantante ai tempi di "Something Unknown" il nostro primo album. Quindi l'abbiamo contattato e dopo il primo provino praticamente è stato coinvolto nelle registrazioni. Siamo molto contenti del suo operato sul disco e non vediamo l'ora di condividere il palco con lui.


Ho notato che alcuni titoli dei vostri album, incluso l'ultimo, sono alquanto originali. A questo proposito, quali sono le fonti d'ispirazione dei vostri testi?


Prendiamo molto dalle altre forme di arte in particolare letteratura sia classica che moderna e cinema; l'idea di "Timetropia", per esempio, era stata ispirata dal film "Strade Perdute" di David Lynch. Anche a livello di stile apprezziamo moltissimo alcuni autori come Neil Peart dei Rush. Ci piace soprattutto affrontare tematiche in cui l'ascoltatore possa immedesimarsi. A tal proposito, gli ultimi tre dischi possono essere considerati una trilogia dove "Insider" tratta il tema del rapporto tra uomo e potere, "Timetropia" il rapporto tra l'uomo e le proprie certezze mentre l'ultimo "Phlegethon", come già accennato, del peso dell'esperienza vissuta sulla formazione della personalità. Il tutto con il solito stile chiave "psycho-thriller" che ci ha sempre contraddistinto.


Il fatto di aver affrontato un cambio di cantante, un pilastro della band, può aver "aiutato" o ispirato la composizione dei brani e dei testi?


No, in realtà il cambio è avvenuto quando già la pre-produzione del disco era terminata ed eravamo già in fase avanzata di registrazione vera e propria. Quindi a livello musicale è cambiato poco o nulla, anzi è stato molto bravo Diego a cimentarsi su linee vocali non progettate per la sua voce. Dal punto di vista dei testi anche lì è cambiato poco, una parte era già stata fatta, quindi dopo una verifica e rettifica di quanto già scritto abbiamo provveduto a completare le altre liriche seguendo la linea già tracciata nel concept.


C'è un membro che esercita una maggior influenza nella composizione e nella creazione dei brani, oppure, molto più semplicemente, è tutto frutto di un lavoro di squadra?


Diego è il principale compositore, mentre "Thundra" contribuisce a dare una direzione ritmica ai pezzi, noi subentriamo in fase di arrangiamento, dando il nostro contributo. Questo tipo di approccio permette di avere lavori sempre molto coerenti per quanto riguarda il songwriting con una certa freschezza degli arrangiamenti. Durante gli arrangiamenti c'è un grande lavoro ed è un aspetto che contribuisce a renderci piuttosto lenti nella fase di produzione vera e propria.


Grazie di cuore per il vostro tempo e la vostra disponibilità. Vorreste lasciare un messaggio ai vostri fan ed agli utenti di SpazioRock?


Spero di aver suscitato la vostra curiosità, tramite il nostro sito internet www.kingcrow.it potrete rimanere aggiornati su tutte le nostre iniziative, ascoltare brani e vedere video. Spero quanto prima vi faremo ascoltare live i nuovi brani. Grazie mille e alla prossima!


http://www.spaziorock.it/intervista.php?&id=224






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